Sondaggio SWG e Gilda

Sondaggio SWG e Gilda: i docenti chiedono più ascolto e una scuola meno burocratica

Presentato a Paestum durante una conferenza stampa organizzata dalla Gilda degli Insegnanti, il nuovo sondaggio realizzato da SWG offre uno spaccato significativo delle opinioni dei docenti italiani sui principali temi che riguardano il mondo della scuola. I risultati evidenziano una forte richiesta di valorizzazione professionale, maggiore partecipazione alle scelte educative e una revisione di alcune riforme che negli ultimi anni hanno modificato profondamente il sistema scolastico.

I docenti critici sulla riforma degli Istituti Tecnici

Tra i temi affrontati dall'indagine emerge il giudizio sulla recente riforma degli Istituti Tecnici, che ha comportato modifiche ai quadri orari e una riduzione di alcune ore di insegnamento.

Secondo il sondaggio, una quota significativa di insegnanti esprime perplessità sulla riforma. Il dissenso risulta ancora più marcato tra i docenti con maggiore esperienza professionale, in particolare tra coloro che vantano oltre trent'anni di servizio.


Autonomia scolastica: il 66% chiede una governance più partecipata

Uno dei dati più rilevanti riguarda il giudizio sull'Autonomia Scolastica.

Il 66% dei docenti intervistati ritiene necessario rivedere l'attuale modello organizzativo, considerato da molti troppo sbilanciato verso il potere decisionale dei dirigenti scolastici.

La percentuale sale al 71% tra i docenti di ruolo, mentre resta comunque maggioritaria anche tra i precari, dove raggiunge il 54%.

Gli insegnanti auspicano una governance più partecipata e un maggiore coinvolgimento degli organi collegiali nelle decisioni che riguardano la vita scolastica.


Contratto separato per i docenti: l'83% è favorevole

Particolarmente significativo il risultato relativo al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

L'83% degli insegnanti ritiene necessaria una distinzione professionale che porti alla definizione di un contratto nazionale specifico per docenti e personale ATA, separato dagli altri comparti del pubblico impiego.

La percentuale favorevole raggiunge:

  • l'86% nella scuola primaria;
  • il 77% nella scuola secondaria di primo grado;
  • l'83% nella scuola secondaria di secondo grado.

Solo il 9% degli intervistati si dichiara contrario, mentre l'8% non esprime una posizione definita.


Il rapporto con le famiglie: servono regole più chiare

Il tema del coinvolgimento delle famiglie continua a suscitare un ampio dibattito.

Secondo il sondaggio, il 74% dei docenti ritiene che l'intervento dei genitori nella vita scolastica debba essere regolamentato e circoscritto per salvaguardare l'autonomia professionale degli insegnanti.

Solo il 20% considera invece cruciale il coinvolgimento diretto delle famiglie nelle scelte didattiche. Questa percentuale sale leggermente tra i docenti più giovani.


Carta Docente e risorse economiche: molti preferiscono l'inserimento in busta paga

L'indagine ha affrontato anche il tema delle risorse economiche destinate al personale scolastico.

Il 60% degli insegnanti si dichiara favorevole a trasformare le risorse della Carta Docente in una voce stabile dello stipendio.

Analoga posizione emerge per il Fondo di Istituto e il FMOF: circa due docenti su tre preferirebbero ricevere tali risorse direttamente in busta paga, con effetti anche sul calcolo pensionistico.


Formazione e titoli: i docenti chiedono qualità e accessibilità

Un altro dato particolarmente netto riguarda la cosiddetta "mercificazione dei titoli".

Il 77% degli insegnanti ritiene che questo fenomeno rischi di abbassare la qualità della formazione e di indebolire il valore della professione docente.

Inoltre, il 76% degli intervistati sostiene che la formazione debba rimanere il più possibile pubblica, accessibile e sostenuta economicamente dallo Stato.


Un messaggio chiaro dal mondo della scuola

I risultati del sondaggio SWG confermano la volontà dei docenti di essere maggiormente coinvolti nelle decisioni che riguardano il sistema scolastico.

Valorizzazione professionale, partecipazione alle scelte organizzative, tutela dell'autonomia didattica e riconoscimento economico rappresentano le principali richieste emerse dall'indagine.

Un segnale importante che invita istituzioni e decisori politici a confrontarsi sempre più con chi vive quotidianamente la scuola e contribuisce alla crescita culturale delle nuove generazioni.

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